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Vi sottolineo inoltre che il tiro sotto questo aspetto risulta essere molto difficile ,per la scarsa individuabilità del punto esatto di maggior efficacia, e in molti casi rovina la pelle dell’animale ed il trofeo in caso di tassidermizzazione alla spalla.

       Ma veniamo all’individuazione di essi:

 

                                                     

                                                                                     

CAPITOLO 12 - PUNTI VITALI

          Come già in precedenza accennato l’acquisizione di un  punto vitale di un animale, è di importanza fondamentale per far si che esso con un buon tiro  piazzato nell’area , trasformi la battuta in un successo venatorio.    Essi sono diversi, ed in ordine di differenza di mole tra animali ,varia di superficie ,rendendo il tiro più o meno difficile,in considerazione anche che a volte si presenta con l’animale posto nelle posizioni più strane.  E’ il caso di dire che quando capita questo ,aspettate che l’animale si sposti offrendovi il punto migliore per il tiro, e se poi non c’è il tempo necessario per un tiro meditato ,tirate al collo quasi all’attaccatura della spalla, ed al centro di esso, (all’ottanta per cento risulta essere un tiro efficace che lede la spina dorsale e blocca i relativi organi motori.

                                                                   

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introduzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lil punto cuore si trova poco distante dall'attaccatura delle articolazioni anteriori, e rappresenta uno dei  punti vitali, maggiormente efficaci, perchè blocca il sistema idraulico, la pompa che lo anima, il cuore. L'animale anche se robusto si bloccherà dopo pochissimo tempo senza inutili sofferenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sbagliando di poco il punto cuore e colpendo i polmoni a volte si rischia la perdita dell'animale se molto vitali come l'orice. Infatti anche se il proietto ha colpito un punto poco al di fuori del punto cuore lo stato emorragico sotto forma di macchie rosee di  sangue schiumato sarà molto lento, consentendo all'animale di allontanarsi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

un tiro in un'area di scarsa efficacia da scartarsi completamente, a meno  di riuscire a piazzare un secondo efficace colpo a segno, effettuato sicuramente in velocità e in una buona area vitale, perchè l'animale anche se devastato in punti vitali si trascinerà fino allo stremo per parecchio tempo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

un bel tiro in grado di bloccare l'animale sul posto ,quando riesce, perchè blocca i punti motori posteriori  dell'animale e consentendovi di effettuare il secondo tiro in maniera più chirurgica. Questo tiro è generalmente effettuato quando si corre il rischio di fallire e ferire l'animale, perdendolo poi irrimediabilmente  per la presenza di folti che complicano il recupero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ottima area ma si rischia sempre di rovinare il trofeo in montaggio shoulder, ma spesso certi animali vi si presenteranno con una visibilità parziale del corpo ,coperto da qualche cespuglio o dal fitto  sottobosco. Questo tiro è spesso attuato dai cacciatori di montagna su distanze impegnative, dove occorre bloccare sul posto l'animale. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quando l'animale carica pieno di adrenalina c'è poco da pensare, il punto di maggior efficacia è il muso, perfettamente al centro. Gli animali avendo vista corta sono portati a caricare con il muso alto, nella migliore posizione olfattiva per individuarvi. La palla in queste condizioni  attraverserà il cervello bloccandolo all'istante

 

 

 

 

 

                            

  Comportamento : i facoceri come tutti i suinidi sono animati da una insaziabile fame che li porta a cercare continuamente tutto ciò che loro ritengono commestibile. Si nutrono prevalentemente di erba, bacche, cortecce e radici. Non disdegnano carogne, insetti  larve e qualche piccolo  mammifero. Amano crogiolarsi in fangose pozze d'acqua per proteggere il derma dai parassiti. La notte preferiscono intanarsi in buche scavate nel terreno per proteggersi dai predatori . Il loro fiero ed indomito comportamento di gruppo in caso di attacco di qualche felino è in gradi di scoraggiare anche i poderosi leoni:

  Comportamento : I cudù maggiori vivono presso le zone boscose e preferiscono le macchie, dove si nutrono di erba e foglie. Animale molto timido esce di rado allo scoperto, e solo se indispensabile, infatti spesso lo si puo osservare solo al tramonto quando i branchetti composti di 5/6 femmine e qualche esemplare maschio escono allo scoperto per l'abbeverata. Gli esemplari adulti sono attivi sia di giorno che di notte. Solitamente, questi animali formano piccoli branchi composti da una decina di individui dello stesso sesso, sono generalmente stabili in un area e  marcano il territorio con dei profondi suoni gutturali simili a colpi  di tosse.

  Comportamento : La dieta dell'antilope alcina si compone in prevalenza di erba, rami e foglie. Si tratta di animali diurni che, tuttavia, tendono all'inattività nelle ore più calde della giornata. I branchi sono composti solitamente da 30-80 individui ma possono arrivare a contarne sino a 400, e sono sempre in movimento per la savana. Alcuni esperti ritengono che l'antilope alcina sia una specie appartenente al genere Tragelaphus, anche se, solitamente, è ascritta al genere Taurotragus insieme      all' eland gigante.

  Comportamento : Come tutti gli artiodattili è un'erbivoro. Vive in grossi branchi che possono arrivare a contare anche 400 individui. Il bufalo cafro è considerato uno degli animali più pericolosi d'Africa, per via del suo carattere aggressivo e la sua immensa forza. Grazie alle poderose corna un bufalo nero può difendersi anche da un leone. Molto spesso questi felini sono messi in fuga da maschi solitari o in certi casi, se tentano di attaccare i piccoli protetti all'interno del branco, da centinaia di individui adulti che li caricano. Il bufalo cafro ama farsi bagni nell'acqua e nel fango. Questi bagni,oltre che per piacere,sono molto utili per liberarsi dai parassiti e per la termoregolazione. I bufali comque hanno anche un'altro modo per tenere a bada i parassiti: lasciano poggiare sul loro corpo diversi uccelli, come le bufaghe e gli aironi guardabuoi, che li ripuliscono dagli animaletti indesiderati.

    Morfologia : Il facocero è lungo dagli 0,9 agli 1,5 m e può pesare dai 50 Kg. di un giovane ai 150 kg. di un vecchio maschio Caratteristiche dell’animale sono le due paia di zanne dette difese che fuoriescono dalla bocca e che sono utilizzate  contro i predatori, e per scavare. Sotto alle cavità orbitali ha due escrescenze callose che riparano gli occhi dai colpi di zanne nei combattimenti

    Morfologia : Il cudù maggiore ha un'altezza al garrese variabile tra 1 e 1,5 metri e un peso che va dai 120 ai 300 kg, con i maschi di dimensioni maggiori rispetto alle femmine. Il manto può essere bruno o grigio-blu, con molte sottili strisce bianche verticali. I cudù maggiori hanno una sorta di "ciuffo" sul collo e sulle spalle e una "criniera" lungo la gola. I maschi hanno delle imponenti corna con una, due o tre pieghe spiraliformi che possono essere lunghe fino a un metro, e spesso superarlo

    Morfologia : L'antilope alcina può raggiungere un'altezza al garrese che va dai due ai tre metri e mezzo e pesare dai 300 kg alla tonnellata. Mentre il manto delle femmine è bruno, quello dei maschi è più scuro ed è quasi tendente al blu; alcuni esemplari possono avere una striscia bianca verticale su entrambi i lati del dorso. I maschi hanno un folto ciuffo di pelo sulla fronte e una larga giogaia. Le corna, lunghe circa 65 cm e quasi completamente dritte, ma spiraliformi sono presenti in entrambi i sessi. Le corna delle femmine sono più lunghe ma anche più esili.

    Morfologia : E un'animale di grosse dimensioni. Può arrivare a 180 cm di altezza al garrese e pesa dai 900 ai 1000 kg. Dotato di enormi corna ricurve che superano il metro di lunghezza, è un'animale possente e robusto, con una grande cavità nasale e grosse orecchie. Ha una colorazione tipicamente scura, da cui il nome.

     Il cudù (o kudu) maggiore (Tragelaphus strepsiceros) è un'antilope che popola le zone boschive dell'Africa orientale e meridionale.

     Il facocero (Phacochoerus africanus) è un membro della famiglia Suidae che vive nelle savane e nelle boscaglie dell’Africa. Benché solitamente si ritenga che vi sia soltanto una specie a rappresentare il genere Phacochoerus, alcuni studiosi affermano che in realtà esisterebbero due specie distinte di facocero: il Phacochoerus africanus (la specie più comune) e il Phacochoerus aethiopicus (diffuso nel Corno d’Africa).

     L'antilope alcina o eland comune (Taurotragus oryx) è un'antilope che abita le savane e le pianure dell'Africa orientale e meridionale.

     Il bufalo nero, meglio noto come bufalo cafro (Syncerus caffer) è un mammifero che fa parte degli ordine degli Artiodattili e della famiglia dei Bovidi.E distribuito in gran parte dell'Africa subsahariana, dai paesi affacciati sul Golfo di Guinea (?) al Mozambico. Il suo habitat,come quello degli altri bovidi africani,è la savana.

                                                   

SCHEDE MORFOLOGICHE

      Come potete osservare i punti vitali di maggior efficacia ,variano da animale ad animale , e variano di superficie a seconda della mole dell’animale. Nel caso del Bufalo Cafro africano,che spesso raggiunge e supera i 1000 kg di peso , i punti vitali raggiungono misure rilevanti variabili a seconda della posizione e distanza, che in questo caso, e cioè in perfetta posizione perpendicolare rispetto al cacciatore, sono di circa 20/30 cm di diametro per la zona cuore , e di 15/20 cm per le aree spinali . Queste superfici sono valutabili ad una distanza media di 70/100 mt , e si consiglia di non superare  mai queste distanze di tiro per l’elevata vitalità dell’animale in questione, che in caso di ferimento diviene estremamente pericoloso.

 

 

 

 

 

 

      Il facocero africano, ha una taglia simile ad un medio cinghiale europeo , con una vitalità e velocità quasi doppia . Ama crogiolarsi al sole in macchie di fango nelle ore  crepuscolari, ha una vista corta come tutti i suinidi, ma ha estremamente sviluppati udito ed olfatto , non lasciandosi avvicinare ,se non sottovento ,a meno di 100 mt. Grufola durante tutto il corso della giornata , girovagando a seconda della stagione in cerca di tuberi  bacche e germogli, non disdegnando qualche nidiaceo o piccoli mammiferi .Sarà un incontro non difficile per la savana , ma altro discorso sarà incontrare un vecchio maschio con difese ragguardevoli. Generalmente si gira in safari con carabine di calibro adatto ad animali di mole maggiore , quindi non vi creerà alcun problema se acquisito nei punti adatti.

      Di mole leggermente inferiore all’Eland ,ha una taglia sovrapponibile a quella del nostro cervo europeo maschio.Animale prudente ed elusivo , ama sostare in folti cespugli , e vi si presenterà sempre coperto o parzialmente nascosto dal “bush” , da dove vi lascerà intravedere le punte del palco veramente imponente per misure. Ama abbeverarsi nelle ore crepuscolari in macchie d’acqua , alle quali si accosta con estrema cautela ,pronto a scattare in una fuga precipitosa in caso di pericolo,segnalando con un suono gutturale simile ad un colpo di tosse il pericolo al branchetto di femmine. I punti vitali come potete osservare variano nella posizione descritta da un max di 15/20 cm per l’area cuore , e 10/15 cm per le aree spinali , valutabili intorno ai 100 mt.

      Anche per l’Eland , vale lo stesso discorso del bufalo , infatti in taluni casi risulta di peso sovrapponibile al bufalo. Di taglia massiccia ed estremamente vitale , risulta essere in assoluto l’animale più mobile di tutto il continente africano , è raro che esso vi consenta un tiro meditato , e vi si presenterà sempre in movimento , per questo tirare presto e bene nei punti rappresentati , vi eviterà lunghe tracciature per la savana col serio pericolo di perdita di un animale ferito. Nel caso di posizione perpendicolare rispetto all’asse del cacciatore, essi risultano leggermente inferiori di superficie rispetto al bufalo, rendendovi  il tiro difficile in quanto parzialmente coperti dalle robuste  ossa delle articolazioni anteriori nel caso dell’area vitale cuore, per il collo poi come potete osservare le vertebre sono poste molto in basso rispetto alla linea superiore del collo, complicandovi maggiormente l'individuazione per il tiro.

  Queste 4 schede morfologiche   servono a farvi capire quanto difficili sono da individuarsi i punti vitali,  perchè variano di dimensione da animale ad animale, e spesso per le posizioni che vi si presenteranno, saranno  coperti in parte o totalmente da robuste ossa che mettono in crisi anche le  migliori palle , nella loro garanzia di penetrabilità e bassa deformazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANTILOPI E GAZZELLE AFRICANE

 

 

 

 

 

Gnu dalla barba bianca Antilope Alcina - Eland del Derby Tragelafo - Bushbuck
 

Niala di montagna Cudu maggiore - Kudu
 

Orice gazzella - Gemsbuck Orice scimitarra
Addax Bongo Sitatunga
Antilope d'acqua - cobo- Waterbuck Antilope nera Atilope equina - Roana
Cobo dell'Uganda Lichi del Nilo Lichi
   Damalisco di Hunter Bontebock
Oribi Beira Steinbock Rincotrago di Gunther Saltarupe
Cefalopo dei boschi Cefalopo di Harwey Silvicapra Neotrago pigmeo Nesotrago muschiato
Alcelafo Alcelafo di Lichtestein Alcelafo di Jakson Topi
Cervicapra REDUNCA Gazzella di Sommering Gazzella dama Antilope capriolo
Leucore saltante Springbok Gazzella di GRANT gazz.GRANT sottosp. Robertsi Ditabang
Gazzella DORCADE Gazzella di THOMSON GERENUCK o ant. giraffa Impala